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19.01.2012
La cultura del Rischio

La costante attenzione  ai cambiamenti che accompagnano la sfera delle relazioni sociali e alle modalità sempre più 'preziose' di comunicare a cui ricorrono gli individui nei diversi ambiti in cui operano, ha portato La Sintesi, forte di una sua cultura e preparazione di base,  ad impegnarsi nell'analisi del rischio e nella conseguente formazione di coloro che si occupano di emergenza.

Enti pubblici e società private, di grandi e piccole dimensioni, si trovano sempre più frequentemente coinvolti  ad affrontare e gestire la comunicazione in situazione di crisi.

La nostra società può contare sull'ausilio di studiosi e professionisti esperti in questa attività che rientra a pieno titolo nell'area specialistica delle Relazioni Istituzionali.

Vi offriamo workshop, seminari di approfondimento, corsi di formazione.

Presto nella nuova sede nel cuore pulsante della Capitale.

Dimenticarsi di gestire l'emergenza  

Appare incredibile, nella vicenda Costa Concordia, la totale mancanza di una cultura del rischio e dell'emergenza, paradossalmente proprio in quell'ambiente marittimo all'interno del quale, secondo alcune interpretazioni etimologiche, il termine "rischio" è stato coniato.

Il rischio del naufragio è elemento predominante nell'andare per mare, sia esso per lavoro che per svago, ed una analisi dei rischi e la conseguente prevenzione e gestione dell'emergenza che può derivare dovrebbero essere alla base della formazione del personale impiegato.

La compagnia marittima non solo ha consentito a personaggi che si sono rivelati incapaci di gestire una emergenza di acquisire posizioni di comando e responsabilità senza averli adeguatamente formati e preparati, ma non risulta nemmeno possedere essa stessa un protocollo standard, precedentemente approntato, per la gestione della comunicazione di crisi.

Senza adeguata analisi dei rischi, prevenzione e preparazione della comunicazione da veicolare in situazione di crisi, questa non può che essere improvvisata risultando inefficace a fronteggiare la situazione.

La compagnia, che inizialmente si è chiusa nel silenzio, ha poi mandato allo sbaraglio l'amministratore delegato, anch'egli apparentemente privo di una preparazione specifica, in una conferenza stampa decisamente carente, in cui addirittura non ha mostrato il dovuto rammarico alla domanda sulle vittime, ma si è commosso quando ha affermato che la società non cambierà il proprio nome.


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